Inquinamento ambientale: cosa ne pensi?

da | Set 5, 2022 | News | 0 commenti

Le falde acquifere sotterranee sono, per l’uomo, la principale fonte di approvvigionamento.  Siamo abituati a recepire informazioni riguardanti l’inquinamento marino e quello dei fiumi, ma il problema delle acque sotterranee è ampiamente sottovalutato.

Se noi versiamo una sostanza inquinante in un fiume, è facile capire la portata del danno. Se, viceversa, lasciamo cadere un inquinante sul terreno, le conseguenze sono più difficili da comprendere.

Innanzi tutto le acque sotterranee sono più difficili da monitorare in quanto, a differenza dei fiumi, difficilmente se ne conosce esattamente il percorso e le ramificazioni. Sotto i nostri piedi c’è un reticolo estremamente complesso di flussi che non permettono di qualificare facilmente e quantificare eventuali danni da inquinamento.

Ma come succede che un fusto di olio, o la carcassa di un vecchio veicolo arrivano a inquinare una falda distante anche chilometri? Col tempo e le piogge i materiali inquinanti contenuti nei nostri rifiuti vengono assorbiti dal terreno e scendono in profondità per effetto della forza di gravità. Quando raggiungono uno strato roccioso, e quindi impermeabile, si stratificano diventando una “bomba” ambientale pronta a inquinare tutte la altre falde in collegamento, diretto o indiretto, con essa.

Il rapporto causa/effetto di tutto ciò non è facilmente intuibile, ma non per questo meno dannoso.

Dobbiamo convincerci che un rottame abbandonato in un angoletto remoto del nostro giardino comporterà, presto o tardi, ad un deterioramento dell’ambiente in cui viviamo noi e i nostri figli.

Queste dinamiche sono palesi da anni ma, nonostante ciò, non si può dire che i governanti della Terra siano intervenuti in maniera tempestiva. Solo i recenti sconvolgimenti climatici, toccandoci da vicino, ci hanno reso consapevoli dei danni che stiamo procurando e di quanto l’ambiente ci possa punire per questo.

I governanti si sono attivati, seppur tardivamente, emanando un serie di leggi e di controlli per prevenire e punire comportamenti lesivi dell’ambiente. Ma, a nostro avviso, niente può sostituire la coscienza di ciascuno di noi. Se non comprenderemo la portata del problema e non correggeremo i nostri comportamenti, non potremo garantire ai nostri figli una vita serena.

Oggi abbiamo a disposizione strumenti e tecnologie che ci aiutano a minimizzare i danni ambientali. Perché non usufruirne?

Il punto di non ritorno è pericolosamente vicino: sta ad ognuno di noi evitare di superarlo!